55° Congresso FEDERS.P.eV.

Si terrà a Salerno dal 14 al 18 aprile il 55° Congresso FEDERS.P.eV.
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I temi che saranno trattati nel corso del Congresso riguardano soprattutto tre ambiti:
1) i dati sulla situazione italiana della Sanità, che sta peggiorando ed è in crisi e per la quale invece è necessario che si attivi una strategia a lungo termine che possa affrontare le sfide e tutti gli steps di ammodernamento che l’innovazione tecnologica e le normative europee richiedono (es. Sanità 4.0, le linee guida del programma europeo Sanità pubblica in vigore sino al 2020 e l’applicazione del nuovo regolamento europeo sulla privacy da applicarsi nel maggio 2018;
2) un altro tema verte sulle proposte FEDER.S.P.eV. per tutelare meglio la professionalità degli operatori medici, veterinari e farmacisti alla luce della crisi occupazionale, della necessità di una formazione continua valida e della non omogenea gestione italiana con le discrasie a livello regionale che ne inficiano l’efficienza;
3) un terzo punto, che verrà dibattuto al Forum delle 13 associazioni nazionali di pensionati che si ritroveranno il 17 aprile pomeriggio al Congresso, è la volontà di dare rilievo alla verità sulle pensioni e creare un legame e un dialogo tra le generazioni per avere uno Stato più giusto e solidale.
La Commissione europea per il coordinamento delle politiche economiche e di bilancio dei Paesi membri ha indicato l’Italia, l’Ungheria e Cipro come i tre Stati con “squilibri macro economici eccessivi”, dice il Prof. Michele Poerio, Presidente FEDER.S.P.eV., Segretario Generale CONFEDIR ed esponente di spicco del Forum di 13 associazioni nazionali dei pensionati presieduto dal Dott. Marco Perelli Ercolini. “Il Commissario UE per gli affari economici, il francese Pierre Moscovici, ha esortato a non sottovalutare la “bassa crescita italiana che è sotto la media europea”. La sostenibilità dei conti pubblici nel lungo termine si starebbe “deteriorando” a causa della spesa pensionistica. Noi ribadiremo che l’ISTAT deve trasmettere ad EUROSTAT i dati che dimostrano che la spesa pensionistica è in attivo in Italia. Inoltre è fondamentale separare l’assistenza dalla previdenza e tutelare chi, cittadini come noi, ha versato i contributi reali tutta la vita e non deve essere penalizzato una volta in pensione. Il 17 aprile si riunisce il Consiglio del Forum nazionale dei Pensionati che racchiude in sé ben 13 organizzazioni aderenti di pensionati che rappresentano in tutto, con i familiari, un milione circa di cittadini. Occorre ricordare che i pensionati italiani sono a tutt’oggi circa 16,1 milioni di cui 8,2 milioni assistiti parzialmente o totalmente dallo Stato. Ribadiremo il fatto che ci si sta accanendo in modo errato e fuorviante contro quelle che vengono definite pensioni d’oro ma che d’oro non sono (duemila-tremila euro lorde al mese) e che sono frutto di anni di lavoro e quindi vanno rispettate, in quanto sono contributi di diritto dovuti e che vanno tutelati. Per l’assistenza nel 2017 sono stati spesi in Italia oltre 107 mld, cifra destinata ad aumentare per il sopracitato reddito di inserimento. La spesa previdenziale pura sul PIL nel 2017 è stata del 13.5% ca a fronte del 15.3% dei paesi europei. Mentre l’ISTAT aveva comunicato ad EUROSTAT che la spesa previdenziale era del 19% del PIL comprendendo anche l’assistenza. Si tratta di una vera e propria manipolazione dei dati nei confronti della quale abbiamo presentato numerosi esposti-denunce in tutte le sedi giurisdizionali possibili. A Salerno ricorderemo le disparità europee: “una pensione di 20.000 € lordi annui (certamente non d’oro) versa in Italia 4.000 € di imposta, contro i 2.000 in Spagna, i mille euro in Gran Bretagna, e i 500 euro in Francia e i 39 euro in Germania; inoltre i pensionati sono una risorsa, per questo non devono essere vessati ulteriormente, in quanto rappresentano oggi il più importante ammortizzatore sociale italiano nei confronti di figli e nipoti disoccupati o sottoccupati, calcolato dal CENSIS in oltre 6 mld anno”.
Nelle tre giornate i lavori degli esperti consentiranno di produrre un documento che sarà poi presentato alle diverse forze politiche in modo che tengano conto delle riflessioni e proposte concrete degli operatori del settore per una Sanità che sia all’avanguardia e per la quale occorrono scelte oculate e strategiche a favore dei cittadini.