L’Editoriale di Francesco Jori
Il Giornale di Vicenza – 05/09/2011
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Graffio di Gatto di Stefano Biasioli
“La fine del Berlusconismo”
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Certificati di malattia online
Venerdì 2 settembre si è svolto a Palazzo Vidoni la riunione del comitato tecnico di monitoraggio inerente la trasmissione telematica dei certificati di malattia.
Al tavolo hanno partecipato i rappresentanti del Ministero per la pubblica amministrazione e l’innovazione, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, l’INPS e diverse Confederazioni sindacali tra cui ConfedirMit.
Il nuovo sistema di trasmissione online dei certificati di malattia dei lavoratori dipendenti entrerà a regime il 13 settembre, giorno in cui il datore di lavoro non potrà, quindi, più richiedere al proprio lavoratore l’invio della copia cartacea dell’attestazione di malattia, ma potrà prendere visione delle attestazioni di malattia dei propri dipendenti avvalendosi dei servizi resi disponibili dall’INPS. E’, comunque, riconosciuta, per il datore di lavoro del settore privato, la possibilità di richiedere ai propri dipendenti di comunicare il numero di protocollo identificativo del certificato, inviato online dal medico.
In allegato i servizi di consultazione INPS e le previsioni della circolare n. 4/2011/DFP-DDI del 18 marzo 2011.
Graffio di Gatto di Stefano Biasioli
“Bossi si cura in Svizzera”
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Manovra, a che punto siamo
Corriere della Sera – 04/09/2011
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L’Editoriale di Ferdinando Camon
“Ma i redditi visibili a tutti sono davvero la via giusta?”
L’Arena di Verona – 04/09/2011
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Riforma BRUNETTA: lettera al Presidente della Repubblica
Domani 6 settembre entrerà in vigore il decreto legislativo n. 141/2011, che modifica con 5 articoli il decreto n. 150/2009 (scarica l’allegato).
La ConfedirMit-PA si è rivolta al Presidente della Repubblica On. Giorgio Napolitano, perché in qualità di garante della Costituzione e dell’unità della Nazione valuti l’esistenza di profili di illegittimità costituzionale del decreto correttivo (leggi la lettera).
“A proposito dei riscatti”
Solo un Governo confusionario e pasticcione poteva pensare di ledere i diritti acquisiti di 200.000 laureati, che hanno riscattato onerosamente gli anni di laurea, nella speranza di poter più facilmente conseguire la meta dei 40 anni contributivi.
Meta, altrimenti, non raggiungibile soprattutto per chi (medici e sanitari in genere) viene assunto nella PA all’età di 32/34/36/38 anni.
Il Governo deve mettersi d’accordo con se stesso: dicendo una volta per tutte ai suoi dirigenti, che non debbono più riscattare gli anni di laurea, che non debbono più rispettare le regole della legge Brunetta e soprattutto che non debbono più essere penalizzati – come, invece, questo Governo ha ripetutamente fatto negli ultimi due anni – per il solo fatto di essere dirigenti della P.A.
Il Segretario Generale
L’editoriale di Giampiero Falasca
“Si è scelto di rinviare le riforme strutturali. Si colpiscono i soliti noti: I LAUREATI DIPENDENTI”
Il Sole 24 Ore – 30/08/2011
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Dott. Mario Sette