IN EVIDENZA

CONTROLLO DIEZIONALE, DIRITTO DIGITALE E INTELLIGENZA ARTIFICIALE NELLA P.A.
La CONFEDIR per una PA a servizio dei cittadini
LA CONFEDIR CONFERMA LA SUA VOCAZIONE EUROPEISTA
MEETING CESI-CONFEDIR
CONGRESSO CONFEDIR 18-19 dicembre 2025
Una nuova governance e presentazione delle linee guida programmatiche 2026-2029
LEGGE DI BILANCIO – LA CONFEDIR A PALAZZO CHIGI
SICUREZZA SUL LAVORO PRIORITA’ ASSOLUTA PER IL GOVERNO, PARTI SOCIALI E DATORIALI
POSITIVO L’INCONTRO CON IL GOVERNO

3-4 Maggio 2015

Lunedì 4 Maggio 2015
Corriere della Sera
Scuola, si ai presidi manager
Il Giornale
Consulta, l’autogol dei renziani
Il Messaggero
Consulenze d’oro, i vertici CNEL indagati dalla Corte dei Conti
Il Sole 24 Ore
Scuola, tutti i rebus del pianeta precari
Il Tempo
Pensioni e aumento dell’IVA, il Governo in alto mare
La Repubblica
Consulta sulle pensioni, conto da 13 mld
Domenica 3 Maggio 2015
Corriere della Sera
Il Governo e i margini della sentenza per limitare i danni
Rimborsi ai pensionati: conto verso il raddoppio
Formiche
Pensioni, ecco quanto costa il buco (annunciato) provocato dalla Consulta
Il Fatto Quotidiano
Pensioni, al premier servono 8 miliardi
Il Sole 24 Ore
Conti pubblici, rischio impatto
Pensioni, rimborsi da 4700 euro
La Stampa
Pensioni, dal Governo norma ad hoc contro la mina della Consulta

…di Michele Poerio

Un raggio di sole attraversa il cielo plumbeo della previdenza

Pensioni

Note sparse ai 300 di Leonida e ai
“pensionati e pensionandi di buona volontà “

Per la Corte dei Conti del Veneto e della Campania è incostituzionale il taglio delle pensioni superiori ai 91 mila 250 euro lordi l’anno. La pronuncia della Consulta è attesa per novembre-dicembre 2015: la legge 147/2013 (Governo Letta) è una violazione provocatoria del giudicato costituzionale rappresentato dalla sentenza 116/2013 che aveva cancellato il prelievo Berlusconi/Tremonti dell’agosto 2013. Quella sentenza memorabile ristabilì il principio secondo il quale le tasse non possono ricadere solo su una parte dei cittadini (i pensionati). Se la Patria ha bisogno di quattrini devono concorrere tutti: cittadini attivi e cittadini pensionati, a parità di reddito.  Il principio dell’Uguaglianza (art 3 Cost) non ammette discriminazioni. A parità di redditi deve corrispondere la parità di prelievi fiscali. Orsini e Biasioli: “Noi pensionati difendiamo gli assegni  (salario differito) costruiti con il lavoro e chiediamo il rispetto della nostra dignità di cittadini e di persone, secondo il dettato  della Costituzione, a partire dall’articolo 2. Non siamo il bankomat del Governo e del Parlamento. La nostra è una lotta civile a tutela dei nostri diritti… : non si puo’ togliere alle formiche, per favorire le cicale….SI deve separare l’assistenza dalla previdenza!!. Abbiamo vinto una battaglia, ma la guerra è lunga..!!! Noi, i 300 di Leonida, andremo avanti……non aspetteremo passivamente la nuova legge di stabilità di Renzi e C. !…Intanto, consigliamo a Boeri di fare penitenza…….!”
IL TESTO è in
http://www.gazzettaufficiale.it/atto/corte_costituzionale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2015-04-29&atto.codiceRedazionale=015C0118
PERCHE’ LA CONSULTA HA BOCCIATO IL TAGLIO DELLE PENSIONI (IMPROPRIAMENTE DEFINITE “D’ORO” DA ALCUNI ORGANI DI STAMPA DISINFORMATI) SUPERIORI AI 90 MILA EURO LORDI L’ANNO, INTRODOTTO NELL’ESTATE 2011 DAL GOVERNO BERLUSCONI E POI CONFERMATO DAL GOVERNO MONTI. “Un intervento impositivo irragionevole e discriminatorio ai danni di una sola categoria di cittadini” con violazione del principio dell’uguaglianza a parità di reddito, attraverso un’irragionevole limitazione della platea dei soggetti passivi, e della progressività del sistema tributario”. Ma é corretto commentare a vanvera sulla stampa una sentenza della Corte Costituzionale senza neppure averne letto l’articolata e ben argomentata motivazione, redatta dal professor Giuseppe Tesauro, ma aprendo bocca e dando fiato alle proprie tesi di comodo arrampicandosi sugli specchi? Nota di Pierluigi Roesler Franz – Presidente del Gruppo Romano Giornalisti Pensionati presso l’Associazione Stampa Romana – IN http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=12251
PREVIDENZA. INCOSTITUZIONALE IL BLOCCO DELLA PEREQUAZIONE. La Corte costituzionale con la sentenza 70/2015 riconosce per gli anni 2012-2013 la rivalutazione dell’assegno anche a chi percepisce una pensione superiore a tre volte il minimo Inps. Cancellata la norma del Governo Monti. Lo Stato dovrà sborsare 4,8 mld. Bastonato Boeri: se la Patria è in pericolo devono concorrere tutti i cittadini (attivi e pensionati). “Risultano intaccati i diritti fondamentali connessi al rapporto previdenziale, fondati su inequivocabili parametri costituzionali: la proporzionalità del trattamento di quiescenza, inteso quale retribuzione differita e l’adeguatezza. Quest’ultimo è da intendersi quale espressione certa, anche se non esplicita, del principio di solidarietà di cui all’art. 2 Cost. e al contempo attuazione del principio di eguaglianza sostanziale di cui all’art. 3, secondo comma, Cost.. La norma censurata è, pertanto, costituzionalmente illegittima nei termini esposti”. Orsini e Biasioli “La Consulta, con la sentenza 70/2015 ha fatto chiarezza, ancora una volta, difendendo i diritti lesi.   IN CODA LA SENTENZA. – TESTO IN http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=17626

Note sparse ai 300 di Leonida e ai “pensionati e pensionandi di buona volontà ” .
Per la Corte dei Conti del Veneto e della Campania é incostituzionale il taglio delle pensioni superiori ai 91 mila 250 euro lordi l’anno. La pronuncia della Consulta è attesa per novembre-dicembre 2015: la legge 147/2013 (Governo Letta) è una violazione provocatoria del giudicato costituzionale rappresentato dalla sentenza 116/2013 che aveva cancellato il prelievo Berlusconi/Tremonti dell’agosto 2013. Quella sentenza memorabile ristabilì il principio secondo il quale le tasse non possono ricadere solo su una parte dei cittadini (i pensionati). Se la Patria ha bisogno di quattrini devono concorrere tutti: cittadini attivi e cittadini pensionati, a parità di reddito.  Il principio dell’Uguaglianza (art 3 Cost) non ammette discriminazioni. A parità di redditi deve corrispondere la parità di prelievi fiscali. Orsini e Biasioli: “Noi pensionati difendiamo gli assegni  (salario differito) costruiti con il lavoro e chiediamo il rispetto della nostra dignità di cittadini e di persone, secondo il dettato  della Costituzione, a partire dall’articolo 2. Non siamo il bankomat del Governo e del Parlamento. La nostra è una lotta civile a tutela dei nostri diritti… : non si puo’ togliere alle formiche, per favorire le cicale….SI deve separare l’assistenza dalla previdenza!!. Abbiamo vinto una battaglia, ma la guerra è lunga..!!! Noi, i 300 di Leonida, andremo avanti……non aspetteremo passivamente la nuova legge di stabilità di Renzi e C. !…Intanto, consigliamo a Boeri di fare penitenza…….!”
IL TESTO è in
http://www.gazzettaufficiale.it/atto/corte_costituzionale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2015-04-29&atto.codiceRedazionale=015C0118

PERCHE’ LA CONSULTA HA BOCCIATO IL TAGLIO DELLE PENSIONI (IMPROPRIAMENTE DEFINITE “D’ORO” DA ALCUNI ORGANI DI STAMPA DISINFORMATI) SUPERIORI AI 90 MILA EURO LORDI L’ANNO, INTRODOTTO NELL’ESTATE 2011 DAL GOVERNO BERLUSCONI E POI CONFERMATO DAL GOVERNO MONTI. “Un intervento impositivo irragionevole e discriminatorio ai danni di una sola categoria di cittadini” con violazione del principio dell’uguaglianza a parità di reddito, attraverso un’irragionevole limitazione della platea dei soggetti passivi, e della progressività del sistema tributario”. Ma é corretto commentare a vanvera sulla stampa una sentenza della Corte Costituzionale senza neppure averne letto l’articolata e ben argomentata motivazione, redatta dal professor Giuseppe Tesauro, ma aprendo bocca e dando fiato alle proprie tesi di comodo arrampicandosi sugli specchi? Nota di Pierluigi Roesler Franz – Presidente del Gruppo Romano Giornalisti Pensionati presso l’Associazione Stampa Romana – IN http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=12251

PREVIDENZA. INCOSTITUZIONALE IL BLOCCO DELLA PEREQUAZIONE. La Corte costituzionale con la sentenza 70/2015 riconosce per gli anni 2012-2013 la rivalutazione dell’assegno anche a chi percepisce una pensione superiore a tre volte il minimo Inps. Cancellata la norma del Governo Monti. Lo Stato dovrà sborsare 4,8 mld. Bastonato Boeri: se la Patria è in pericolo devono concorrere tutti i cittadini (attivi e pensionati). “Risultano intaccati i diritti fondamentali connessi al rapporto previdenziale, fondati su inequivocabili parametri costituzionali: la proporzionalità del trattamento di quiescenza, inteso quale retribuzione differita e l’adeguatezza. Quest’ultimo è da intendersi quale espressione certa, anche se non esplicita, del principio di solidarietà di cui all’art. 2 Cost. e al contempo attuazione del principio di eguaglianza sostanziale di cui all’art. 3, secondo comma, Cost.. La norma censurata è, pertanto, costituzionalmente illegittima nei termini esposti”. Orsini e Biasioli “La Consulta, con la sentenza 70/2015 ha fatto chiarezza, ancora una volta, difendendo i diritti lesi.   IN CODA LA SENTENZA. – TESTO IN http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=17626

Notiziario Pensioni

di Franco Abruzzo
1.ATTUALITA’
2.5.2015 – PENSIONI/perequazione 2012-2013. – Gli effetti della sentenza 70/2015 DELLA CORTE COSTITUZIONALE. La simulazione dell’Ordine dei dottori commercialisti di Napoli. Assegni bassi, scattano oltre mille euro di arretrati. Oltre 4.650 euro al lordo delle tasse per coloro che possono beneficiare di un reddito pensionistico annuo di 100.000 euro. Ma quasi la metà del rimborso, il 43%, rientrerà nelle casse dello Stato sotto forma di tassazione Irpef. – – TESTO IN http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=17630
2.5.2015 – Pensioni e Corte costituzionale: giornali e dibattiti televisivi approssimativi e superficiali. E intanto si grida a un nuovo buco nei conti pubblici di 5 miliardi di euro, senza considerare che i buchi possono essere colmati in tanti modi (vi ricordate della spending-review, mai partita?, o della lotta all’evasione fiscale che procede lenta?) e non mettendo gli uni verso gli altri infrangendo le più elementari regole costituzionali. – Di EZIO CHIODINI – TESTO IN http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=17631
***************
PENSIONI/perequazione 2012-2013. – Gli effetti della sentenza 70/2015 DELLA CORTE COSTITUZIONALE. La simulazione dell’Ordine dei dottori commercialisti di Napoli. Assegni bassi, scattano oltre mille euro di arretrati. Oltre 4.650 euro al lordo delle tasse per coloro che possono beneficiare di un reddito pensionistico annuo di 100.000 euro. Ma quasi la metà del rimborso, il 43%, rientrerà nelle casse dello Stato sotto forma di tassazione Irpef.
(Il Mattino, 1 aprile 2015) – Dipendenti privati e pubblici, autonomi, iscritti alla gestione separata (circa 18 milioni di lavoratori). Pensionati d’oro, ma anche pensionati con un reddito appena sufficiente per una vita dignitosa. È vasta ed eterogenea la platea di lavoratori in quiescenza interessati dalla tanto attesa sentenza 70/2015 della Corte costituzionale sul blocco della perequazione.
Sono quasi 6 milioni. Il 36 per cento della categoria complessiva degli oltre 16,3 milioni non più in attività. I ricconi sono però ben pochi. Solo lo 0,1 per cento può vantare, infatti, un assegno di oltre 10mila euro. Il deciso no dei giudici della Consulta al blocco dell’ex scala mobile per gli anni 2012 e 2013 ha già fatto scattare così le prime quantificazioni. Le cifre sono contenute per coloro che si fermano a 20mila euro annui. Si vedranno restituire oltre 1.134 euro lordi. Ma il Fisco passerà all’incasso … http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=17630

Giovedì 30 Aprile 2015


CORRIERE DELLA SERA
Statali, dirigenti in carica per 4 anni
IL MESSAGGERO
Sugli scioperi nuove regole servirà il 51% dei lavoratori
Statali, dirigenti a tempo e licenziabili
IL SOLE 24 ORE
Corruzione e mafia fanno crollare il PIL
Dirigenti PA, stretta più soft
ITALIA OGGI
Statali, staffetta a costo zero
LA REPUBBLICA
Le regole della Camera
LA STAMPA
Italicum, si alla fiducia ma i big PD non votano
Il PIL salirà ma il merito è solo del piano Draghi

Mercoledì 29 Aprile 2015

CORRIERE DELLA SERA
C’è la fiducia, PD diviso e caos in Aula
Quanto ci costa il debito pubblico
IL FATTO QUOTIDIANO
Grave forzatura su norme incostituzionali
IL GIORNALE
Il gioco dei derivati a spese degli italiani
IL SOLE 24 ORE
Al bancomat della Regione prelevano un po’ tutti
ITALIA OGGI
Forestali, scongiurato lo spezzatino
LA REPUBBLICA
Emilia, basta soldi ai gruppi, stipendi tagliati ai consiglieri
Il piano Juncker non basta
LA STAMPA
Pronto a discutere sul Senato ma adesso basta fare melina

Gazzetta Amministrativa del 28 aprile 2015

E’ appena stata pubblicata la Gazzetta Amministrativa: 28 aprile 2015

25-27 Aprile 2015

Lunedì 27 aprile 2015
Il SOLE 24 ORE
Federalismo a ritroso per 1,6 miliardi di tasse provinciali
I confini incerti della “responsabilità”
La Pa prepara il turnover dei dirigenti
Il MESSAGGERO
Statali, l’opzione del part time per chi è vicino alla pensione
La REPUBBLICA
L’economia governata dal TAR
Sabato 25 Aprile 2015
AVVENIRE
Le voci dell’aiuto umanitario: la UE ha deluso
CORRIERE DELLA SERA
Farmaci, acquisti, ricoveri e ricette
IL SOLE 24 ORE
Tagli in arrivo per 52 agevolazioni
IL TEMPO
La Caporetto di Renzi in politica
LA STAMPA
Ora il crac è più probabile

Gazzetta Amministrativa del 23 aprile 2015

E’ appena stata pubblicata la Gazzetta Amministrativa: 23 aprile 2015

Venerdì 24 Aprile 2015


Il Fatto Quotidiano
DEF, il tesoretto di Renzi è un sogno archiviato
Il Garantista
Italicum, sempre più vicino il voto di fiducia
Il Giornale
Aliquote, in arrivo stangata da 400 euro
Il Messaggero
Assunzioni, sgravi anche dopo il 2015
Tagli ai Comuni: sconti a Roma, Firenze e Napoli
Il Sole 24 Ore
Dal mini euro 2 miliardi in più
Non sprechiamo la primavera del lavoro
Sulle retribuzioni convenzionali lo stop dei giudici
L’attuazione della riforma rivede il tax planning
Italia Oggi
A marzo 92mila contratti in più
Acquisti promiscui, IVA a due vie
Al debutto il TFR in busta paga
La Repubblica
Passa il DEF in Parlamento
Libero
I nuovi posti sono 92mila ma appena un terzo a tempo indeterminato
Il premier sommerso da 800 cause legali
Nazione-Carlino-Giorno
E i sindaci metropolitani si spartiscono i tagli